Genitorialità e lavoro: focus sulla realtà e consigli pratici

Quanto ci costa diventare genitori?

Diventare genitori cambia anche il rapporto con il lavoro: tempo, energie, priorità e possibilità professionali possono modificarsi profondamente.

E i dati ci raccontano che questo cambiamento non pesa ancora allo stesso modo su madri e padri.

1. Avere figli incide di più sul lavoro delle madri

Nella fascia 25-49 anni, con un figlio, lavora circa il 72% delle donne contro l’87% degli uomini. All’aumentare dei figli, il divario tende ad ampliarsi. La genitorialità continua quindi ad avere un impatto professionale diverso per madri e padri.

2. I padri partecipano sempre di più alla cura

Nel 2024 circa 182.000 padri hanno utilizzato il congedo obbligatorio di paternità: il 64,8% dei potenziali beneficiari. Un segnale di cambiamento, anche se il congedo obbligatorio dura 10 giorni lavorativi.

3. Il congedo parentale è ancora molto più utilizzato dalle madri

Nel 2024 hanno utilizzato il congedo parentale oltre 124.000 uomini, contro 289.409 donne nel settore privato. La domanda non è soltanto: “I padri vogliono esserci?” Ma anche: “Quanto è realmente possibile esserci senza mettere in difficoltà il proprio lavoro?”

4. La maternità può avere un costo professionale

Dopo la nascita di un figlio possono cambiare orario, contratto, possibilità di carriera, formazione e disponibilità a trasferte o straordinari. È la cosiddetta “motherhood penalty”: la penalizzazione lavorativa ed economica associata alla maternità.

5. Il lavoro non finisce quando si torna a casa

La cura dei figli comprende anche un lavoro meno visibile: organizzare, ricordare, programmare, anticipare bisogni e gestire imprevisti. È il carico mentale, che può diventare una fonte importante di stress quando si somma alle richieste professionali.

E allora cosa possiamo fare? Non esiste una formula per conciliare tutto. Ma possiamo provare a rendere la gestione più sostenibile.

  1. Parlate dei carichi, non solo delle attività

Non chiedete soltanto “chi porta i bambini a scuola?” Chiedetevi anche: “Chi pensa a cosa deve essere fatto?” Dividere i compiti significa anche condividere la responsabilità di ricordarli e organizzarli.

  1. Programmate insieme

Un calendario familiare condiviso può sembrare banale, ma aiuta a rendere visibili impegni, scadenze, malattie, attività e appuntamenti.

Ciò che è visibile è più facile da condividere.

  1. Imparate a mettere dei confini al lavoro

Essere genitori non significa essere sempre disponibili sul lavoro. Quando possibile, stabilite momenti nei quali il lavoro finisce davvero. Non tutto ciò che è urgente è necessariamente importante.

  1. Proteggete anche il tempo della coppia

Quando arrivano i figli, la coppia rischia di diventare soltanto una squadra organizzativa. Non siete soltanto due persone che devono far funzionare la famiglia. Siete ancora una coppia. Anche piccoli momenti di connessione possono avere valore.

  1. Lasciate spazio all’imperfezione

Non sarà possibile fare tutto bene, sempre. Ci saranno giornate in cui il lavoro prenderà più spazio, altre in cui saranno i figli ad averne bisogno. Una genitorialità sostenibile non è una genitorialità perfetta. È una genitorialità nella quale ci si può fermare, chiedere aiuto, riorganizzare e ripartire. In fondo, la domanda non dovrebbe essere:

“Come facciamo a incastrare tutto?”

Ma:

“Come possiamo costruire una vita nella quale lavoro e famiglia possano stare insieme senza che uno debba continuamente sacrificare l’altro?”

Rispondi anche tu nei commenti e sarò felice di aiutarti!

Dott. Linetti Nicola

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